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Gli gnocchi sono senza dubbio uno dei primi piatti italiani più conosciuti nel mondo, che non mancano mai sulla tavola e che si preparano in tutte le regioni. Golosi e facili da preparare anche in casa, si abbinano a tutti i tipi di sughi e condimenti e mettono tutti d’accordo, da nord a sud.
Proposti in diverse varianti, con patate, con riso, con farina di frumento, con pane secco, con semolino, con semola, con zucca e con farina di mais, sono un piatto prelibato, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Ma qual è la vera storia degli gnocchi? Quali sono le sue vere origini? Scopriamolo insieme!

Origini degli gnocchi molto antiche

Gli gnocchi sono uno dei piatti italiani che non sono mai passati di moda, nonostante la loro origine affondi nei tempi antichi. Infatti, pare che i primi gnocchi di patate fecero la loro comparsa nel 16° secolo, periodo in cui ebbe inizio l’importazione delle patate dall’America. Ad inventare questa ricetta furono i sorrentini, ideatori degli gnocchi di patate, piatto delizioso e noto nel mondo.
Ma i primi veri gnocchi non furono di patate! Ancora prima che giungessero le patate dall’America, questa ricetta veniva preparata solo con farina o semolino e veniva considerata una specialità, tanto da essere proposta durante i banchetti di nozze o i festeggiamenti per le vittorie militari. Oltre al semolino e alla farina, in quel periodo venivano realizzati anche con la mollica di pane, le mandorle tritate, il latte ed il cacio lodigiano: gli gnocchi preparati con questi ingredienti venivano chiamati “zanzarelli”.
All’impasto spesso venivano aggiunti gli spinaci per far cambiare loro il colore e renderli più saporiti: in questo modo il brodo in cui venivano cotti diventava dorato. Chi preparava questo piatto veniva considerato ricco e benestante.

Quelli preparati con le patate sono sopravvissuti fino ad oggi

Attorno al Seicento comparve un altro modo per preparare gli gnocchi, che prevedeva l’utilizzo di uova, farina e acqua piuttosto che pane e mandorle. Questo tipo di gnocchi venivano chiamati “malfatti” e a Roma venivano cucinati di giovedì, come voleva la tradizione.
A questo proposito è giunto fino a noi un popolare diceva così: “Giovedì gnocchi, Venerdì pesce, Sabato Trippa”. Invece, nelle regioni del Sud, in particolare in Campania, era usanza cucinarli di domenica. L’uso di preparare gli gnocchi in diversi modi cominciò a scomparire dal 1880, ma quelli di patate continuarono ad essere preparati e sono arrivati ai giorni nostri senza passare di moda, ma assecondando invece gusti e tendenze di tante generazioni.
Gli gnocchi di patate che conosciamo oggi, dunque, sono pressappoco quelli che si cucinavano verso la fine del 19° secolo: da allora per questo primo piatto c’è stata una costante ascesa e il suo successo non ha mai subito arresti.
E’ però doveroso sottolineare che ancora oggi, nonostante le patate bollite e schiacciate sono diventate un elemento imprescindibile per preparare gli gnocchi, in alcune regioni continua a persistere la variante preparata con farina o semolino. Gli gnocchi alla romana sono un esempio di come le tradizioni vivono ancora oggi!

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